Moon
by Tokujin Yoshioka, 2010

Il linguaggio universale della bellezza

Un movimento di vuoti e di assenze in perfetto equilibrio formale. Linee mutevoli, fluide restituiscono al profilo un’evanescenza materica che assorbe e diffonde una luce tenue e rarefatta. La dimensione, in Moon, è un’illusione. Di fianco, la sinuosità della seduta si confonde con la linearità cilindrica della base, ricorda un fiore dischiuso, concessione organica al rigoroso ordine geometrico. Frontalmente, la rifrazione luminosa sulla seduta acquista l’incanto della favola, la luce appare e scompare. L’originalità del tratto risiede nel riverbero che le diverse superfici materiche diffondono. Una nuova tridimensionalità che amplifica l’eleganza del profilo, evidenziando, nella relazione tra consistenza e evanescenza, la dimensione lunare della seduta.